REBLOGGED: L’italiano regionale nelle traduzioni

Ottimi spunti di riflessione sulla ricchezza della LINGUA.

Federica Aceto

Canciegl - Castellone - Formia Canciegl – Castellone – Formia

Questi pensieri nascono da una discussione su una mailing list di traduttori editoriali. Si parlava di come rendere in italiano il concetto dell’astinenza dalle droghe e se l’espressione “stare a rota” potesse essere percepita dai lettori come troppo romana. Ma questi pensieri si portano dietro anche tutta una serie riflessioni che vado facendo da almeno undici anni, da quando, cioè, ho cominciato a tradurre libri.
Dovete sapere che un cruccio costante, un riflesso automatico di traduttori e revisori è quello di evitare il più possibile espressioni regionali o che possano risultare oscure a una fetta di lettori. Non dico che è un dogma, esistono situazioni e tipologie di testi in cui la cosa è permessa, ma sono pochi; è un quasi dogma che a mio avviso può e forse deve essere messo in discussione.

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