Voci dell’Alterità – Eduardo Galeano: “Ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima e ogni giorno come se fosse il primo”

280px-Flag_of_Uruguay.svg   L’Uruguay è un Paese relativamente piccolo del Sud America scoperto dai navigatori portoghesi nel 1512 dell’ambito dell’occupazione e della colonizzazione del Nuovo Mondo da parte dell’occidente. Agli occhi dei conquistatori europei non era un territorio tanto ambito poiché piuttosto povero e privo di miniere di oro e argento. Nel 1516 i conquistatori spagnoli arrivarono in Uruguay e lo occuparono con forza durante il processo delle intensificazioni delle conquiste e al fine di limitare l’espansione del rivale Portogallo che si era già assicurato il controllo dell’immenso Brasile.

Terra di sanguinose battaglie coloniali, di numerosi scontri fra potenze, scenario di dura lotta per l’indipendenza, di conflitti fra le fazioni nazionali dei blancos e colorados, territorio di repressione e forte dittatura. Durante i conflitti interni dell’Ottocento, la Guerra Grande e la lotta fra i partiti, l’Uruguay accolse un numero considerevole di immigrati ed esiliati europei, in gran parte italiani e spagnoli, trasformandosi un un Paese altamente multiculturale e multilingue, un Paese di frontiera. Giuseppe Garibaldi e sua moglie vi risedettero per un certo tempo e quest’ultimo partecipò alla lotta nazionale contro l’assedio della capitale dalle truppe argentine.

Il secolo XX per l’Uruguay fu complesso e movimentato, inizialmente segnato da un colpo di stato nel 1931 che permise al dittatore Gabriel Terra di instaurare un governo autoritario fino al 1938. Dopo una complessa alternanza di governo fra rappresentanza dei blancos e dei colorados, un nuovo colpo di stato nel 1973 di Bordaberry risultò nello scioglimento del Parlamento e nella costituzione del Consiglio di Stato, prevalentemente composto da militari. L’11 luglio la Confederazione nazionale del lavoro (CTN) rispose con uno sciopero generale che, represso dalle forze governative, risultò nella soppressione dei sindacati e di tutti i partiti.

Nel corso della dittatura le violazioni dei diritti civili da parte dell’esercito divennero incontrollabili, ed è stato calcolato che nel 1976 nelle carceri uruguayane erano detenute più di 6000 persone per motivi puramente politici.

A 74 anni oggi, 13 aprile 2015, si annuncia la morte di una delle voci della repressione dell’Uruguay, Eduardo Galeano un factotum contemporaneo: giornalista, scrittore, vignettista, nonché operaio, cassiere e tanto altro. Prigioniero politico, dopo l’ultimo colpo di stato esiliò prima in Brasile, poi in Spagna, per poi ritornare nella sua terra nativa nell’ultima parte della sua vita. La voce di Galeano non ha mai smesso di parlare, di contestare la repressione, fervente critico della globalizzazione, fornisce oggi spunto di riflessione.

Eduardo Galeano oggi parla recitando ancora una volta le righe di uno dei suoi lavori, Diritto al Delirio:

<<Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalla paure umane e dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai cani; la gente non sarà guidata dalla automobile, non sarà programmata dai calcolatori, né sarà comprata dal supermercato, né osservata dalla televisione; la televisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia e sarà trattato come una lavatrice o un ferro da stiro; la gente lavorerà per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si aggiungerà il delitto di stupidità che commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare; in nessun paese verranno arrestati i ragazzi che rifiutano di compiere il servizio militare; gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo, né paragoneranno la qualità della vita alla quantità delle cose; i cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate vive; gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasi; i politici non crederanno che ai poveri piaccia mangiare promesse; la solennità non sarà più una virtù, e nessuno prenderà sul serio chiunque non sia capace di prendersi in giro; la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri, e né per fortuna né per sfortuna, la canaglia si trasformerà in virtuoso cavaliere; nessuno sarà considerato eroe o tonto perché fa quel che crede giusto invece di fare ciò che più gli conviene; il mondo non sarà più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà una mercanzia, né sarà la comunicazione un’affare, perché cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morirà di fame, perché nessuno morirà d’indigestione; i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro, perché non ci saranno bambini ricchi; l’educazione non sarà il privilegio di chi può pagarla; la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla; la giustizia e la libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena; una donna nera, sara’ presidente del Brasile e un’altra donna nera, sarà presidente degli Stati Uniti d’America; una donna india governerà il Guatemala e un’altra il Perù; in Argentina, le pazze di Plaza de Mayo saranno un esempio di salute mentale, poiché rifiutarono di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria; la Santa Chiesa correggerà gli errori delle tavole di Mosè, e il sesto comandamento ordinerà di festeggiare il corpo; la Chiesa stessa detterà un altro comandamento dimenticato da Dio: “Amerai la natura in ogni sua forma”; saranno riforestati i deserti del mondo e i deserti dell’anima; i disperati diverranno speranzosi e i perduti saranno incontrati, poiché costoro sono quelli che si disperarono per il tanto sperare e si persero per il tanto cercare; saremo compatrioti e contemporanei di tutti coloro che possiedono desiderio di giustizia e desiderio di bellezza, non importa dove siano nati o quando abbiano vissuto, giacché le frontiere del mondo e del tempo non conteranno più nulla; la perfezione continuerà ad essere il noioso privilegio degli dei; però, in questo mondo semplice e fottuto ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima e ogni giorno come se fosse il primo.>>

galeano
Link consigliati:
Fantoni, G., Storia e controstoria, il problema delle fonti nella Memoria del Fuego di Eduardo Galeano.
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