Voci dall’Italia capoverdiana e gli incontri nelle librerie dell’usato: Jorge Canifa Alves

Nonostante l’inconfondibile odore della stampa fresca ed il piacere del nuovo e dell’esclusivo, non ho mai sottovaluto i negozi di libri usati, poiché sono dei luoghi in cui si possono fare degli inaspettati ed interessanti incontri letterari. Questo perché il più delle volte si tratta di raccolte di libri e di donazioni dalle più svariate provenienze (più o meno lontani nel tempo e nel luogo geografico) e perché manca quella dinamica delle ristampe, dei cataloghi e dei rifornimenti tipici del mercato del nuovo.

Qualche giorno fa mi sono ritrovata in uno dei suddetti negozi quando, ad un certo punto, la mia attenzione è stata attratta da un piccolo libello incastrato nella scarna sezione dei libri in lingua italiana. Nonostante mi trovi qui, ad una certa distanza dal paese natio, mi raggiungono voci dell’alterità che scrivono nella mia lingua, ed ecco che la letteratura accorcia le distanze e crea curiosi legami.

La scoperta letteraria in questione è di Racconti in Altalena, una raccolta di storie brevi di Jorge Canifa Alves. Non conoscevo né l’autore né la casa editrice, Edizioni dell’Arco, il cui sito ho scoperto vale la pena visitare per sfogliare qualche interessante titolo delle letterature dal mondo.

Naturalmente mi sono diretta alla cassa con il libro fra le mani, mentre mi  domandavo chi lo potesse aver lasciato in quel luogo (un/a emigrato/a italiano/a, un visitatore? Che il libro non fosse invece un souvenir di un viaggiatore straniero in Italia, magari un italofilo?) e perché lo avesse fatto (il libro non era forse stato di suo gradimento? Poteva trattarsi di un dono non gradito di cui qualcuno aveva voluto sbarazzarsi?).

Com’è mio solito, prima di cominciare a leggere il libro ho ricercato qualche notizia sull’autore, raccogliendo informazioni sparse fra blog, siti e video disponibili sul web.

Così, ho appreso che Joge Canifa Alves è nato nel 1972 nella stessa città di Corsino Fortes, Mindelo, sull’Isola capoverdiana di S. Vicente, e che è immigrato in Italia nel 1979. Immagino che per i bambini, che hanno un senso di percezione elevato all’ennesima potenza, non debba essere un gioco quello dell’emigrazione, poiché questa implica l’abbandono di un posto familiare, nonché dei ritmi e delle abitudini di vita, e il viaggio verso uno sconosciuto luogo lontano. Tra l’altro, da quello che ho potuto constatare attraverso alcune esperienze di persone a me vicine, la maggior parte delle volte l’integrazione dei bambini stranieri nei territori di arrivo segue un percorso di rimozione di alcune delle informazioni acquisite nel paese d’origine, in primis della lingua (e quindi anche di elementi culturali).
Spesso, in relazione ad un cambiamento che avviene in tenera età, si tende ad affermare che i bambini non ricorderanno, oppure che conserveranno delle memorie tenui e sbiadite; al contrario, è evidente che tutto quello che accada nell’infanzia lasci un segno nel futuro adulto.  Pertanto, in età più matura e quando ci si illude di aver dimenticato e di essere andati oltre, succede che all’improvviso i ricordi di infanzia irrompano violentemente. Potrebbe esser stato così, forse, anche per Jorge Canifa e che Capo Verde sia rientrato ad un certo punto nella vita, ragione per cui egli è oggi uno scrittore italo-capoverdiano, all’incrocio di culture diverse, cosa che lo rende un artista privilegiato, poiché «due culture sono meglio di una, hai un orizzonte più ampio, più possibilità di scelta».

Di seguito includo le primissime parole dell’autore che ho avuto modo di leggere quando ero ancora nel negozio sopra menzionato e che non mi hanno fatto dubitare nel portar il libro via con me:

DSC02369

…Ed è proprio quando questa altalena si ferma che ci ritroviamo immobili, con la difficoltà di guardare oltre un certo livello e ignorando quello che ci potrebbe essere altrove. E questa ‘pacifica convivenza’ che menziona l’autore sembra essere, come spesso accade, un’utopia letteraria, qualcosa che possa esistere solo nei libri e negli spazi dedicati alla scrittura creativa. Eppure non mi pare che ci sia nulla di utopico, dato che non ci si augurano asini volanti o teletrasporti, poiché basterebbe non fermare l’altalena, una cosa semplice come un gioco per bambini.

Oltre ad essere un narratore di storie, ad aver pubblicato vari libri e aver scritto per diverse riviste, Jorge Canifa Alves  è Vice Presidente della Consulta dell’Immigrazione e Direttore dell’Associazione Onlus Tabanka.

Concludo questo post con una auto-presentazione dell’autore e mi riservo di scrivere in seguito le mie impressioni di lettrice su Racconti in Altalena, che mi ha raggiunto fin qui.

Jorge Canifa alves website

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3 thoughts on “Voci dall’Italia capoverdiana e gli incontri nelle librerie dell’usato: Jorge Canifa Alves

  1. Interessante, come sono di solito, i tuoi post, che traccia un profilo non necessariamente anagrafico di questo autore. Non avere la mentalità chiusa, dice lo scrittore, non ferma l’altalena. E’ vero. Si possono ooservare con mente serena tutto quello che ci circonda.

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  2. Pingback: “Racconti in Altalena” di Jorge Canifa Alves: viaggiando da Capo Verde all’Italia e viceversa | Translature

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