Wole Soyinka / Pieter Hugo ~ Giona, il baobab e altri alberi

Un interessante connubio fra arte visuale e letteratura dal Mondo.

federico mayol

 

 

Persino il baobab si era raggrinzito col tempo, eppure mi ero immaginato che questo baluardo sarebbe stato eterno, al di là delle crescenti prospettive di un’infanzia svanita. La sua circonferenza si era ridotta col tempo ed i rami ora davano solo una piccola ombra. C’era un nome per la torre campanaria della scuola, una descrizione perlomeno, un posto nella famiglia delle cose fisiche – veniva senza sforzo – l’Unico Bambino del Lontano Campanile. Solo che ora anche la distanza tra il campanile e la torre campanaria si era ridotta. Bianco come un pilastro di sale, il campanile della chiesa domina ancora alberi di mango, l’albero di orombeje sul sagrato, e anche il cenotafio, che, benché situato fuori delle mura della chiesa, sembrava appartenere alla stessa famiglia allargata della Chiesa di San Pietro. A volte il campanile della chiesa si profila contro la strada scoscesa che porta a Iberekodo…

View original post 1,498 more words

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s