Umberto Eco e il suo testamento intellettuale

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La memoria è un muscolo come quelli delle gambe, se non lo eserciti si avvizzisce e tu diventi (dal punto di vista mentale) diversamente abile e cioè (parliamoci chiaro) un idiota. E inoltre, siccome per tutti c’è il rischio che quando si diventa vecchi ci venga l’Alzheimer, uno dei modi di evitare questo spiacevole incidente è di esercitare sempre la memoria.

Quindi ecco la mia dieta. Ogni mattina impara qualche verso, una breve poesia, o come hanno fatto fare a noi, “La Cavallina Storna” o “Il sabato del villaggio”. E magari fai a gara con gli amici per sapere chi ricorda meglio. Se non piace la poesia fallo con le formazioni dei calciatori, ma attento che non devi solo sapere chi sono i giocatori della Roma di oggi, ma anche quelli di altre squadre, e magari di squadre del passato (figurati che io ricordo la formazione del Torino quando il loro aereo si era schiantato a Superga con tutti i giocatori a bordo: Bacigalupo, Ballarin, Maroso eccetera). Fai gare di memoria, magari sui libri che hai letto (chi era a bordo della Hispaniola alla ricerca dell’isola del tesoro? Lord Trelawney, il capitano Smollet, il dottor Livesey, Long John Silver, Jim…) Vedi se i tuoi amici ricorderanno chi erano i domestici dei tre moschettieri e di D’Artagnan (Grimaud, Bazin, Mousqueton e Planchet)… E se non vorrai leggere “I tre moschettieri” (e non sai che cosa avrai perso) fallo, che so, con una delle storie che hai letto.

Oggi, a tratti, ho avuto l’infausta sensazione di interpretare il ruolo del Sig. Pereira, il personaggio creato da Antonio Tabucchi,  poiché mi ritrovo a scrivere ben il secondo articolo in memoria di un intellettuale che non c’é più. Non lo faccio per dovere, bensì per il bisogno di imprimere qui le date, poiché credo non possano mancare su uno spazio dedicato alla letteratura. Tuttavia, a differenza di Pereira, non mi ritrovo nulla di pronto e scritto in precedenza.
Ho deciso di utilizzare poche parole mie e di lasciare maggiore spazio a Umberto Eco, scrittore, filosofo, storico e tanto altro ancora, un intellettuale a tutto tondo. Un quotidiano italiano, nel dare la notizia della sua scomparsa, lo ha definito  “l’uomo che sapeva tutto”. Effettivamente è stata un po’ sempre la mia impressione quella di leggere Eco con una sorta di reverenza nei suoi confronti.

Oggi ritorna nella mia memoria un libro che mi ha accompagnato durante gli studi linguistici e che ritengo molto prezioso, La Ricerca della Lingua Perfetta nella Cultura Europea, con cui Umberto Eco, oltre ad esporre il suo livello elevato di conoscenza, dimostra la sua profonda sensibilità nella ricerca delle unità base della cultura: la parola e il simbolo.

 

 

Post Scriptum
Link agli articoli di Umberto Eco:
Caro nipote, studia a memoria
Il darci del Tu rischia di impoverire la nostra memoria
Come prepararsi serenamente alla morte
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One thought on “Umberto Eco e il suo testamento intellettuale

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