“Il Segreto Degli Annwynn” di Claudine Giovannoni

 

Premessa
Il blog di Claudine Giovannoni è stato curiosamente il primo che  ho cominciato a seguire subito dopo aver aperto l’account su WordPress, qualche anno fa. Un incontro casuale. O for se no. A parte la questione del multilingua, che mi aveva attirata in un primo momento, nel suo blog ho riscontrato una grande sensibilità nel trattare alcuni temi a me cari: il viaggio, la letteratura, la musica e la natura. Dopo aver seguito virtualmente la presentazione del suo ultimo libro (non il primo) e dopo averci girato attorno per un po’, mi sono decisa a contattare l’autrice per poter acquistare una copia. Oltre alla questione dell’unicità del libro, sicuramente oggetto di attrazione per gli amanti dei libri (infatti, non è possibile acquistarlo nelle librerie, a meno che non ci si trovi in Svizzera), mi avevano incuriosito i temi che mi era sembrato di individuare: la mitologia, il viaggio e, il più importante, la natura. L’aspettativa era quella di ritrovare nel libro la raffinata sensibilità dell’autrice che avevo scorto fra gli articoli del blog; la lettura ha confermato la suddetta aspettativa ed è con piacere che ho deciso di dare il mio contributo di lettrice e presentare il suo libro in questo piccolo spazio. Quella che segue è l’interpretazione di una lettrice. Ringrazio Claudine per la gentilezza, per gli spunti (tanti) e per le emozioni che ha messo nel suo libro.

 

Aconteceu aqui, mas poderia ter sido em outra parte do mundo.
Ou talvez não. Talvez os acontecimentos estejam em fila,
ordenados, justos, esperando para colidir com as pessoas,
e as pessoas, iludidas, pensem que a colisão além de natural é aleatória.

 

È successo qui, ma sarebbe potuto succedere in un’altra parte del mondo.
O forse no. Chissà che gli eventi non stiano tutti in fila, in ordine,
aspettando giusto di entrare in collisione con gli individui
e quest’ultimi, illudendosi, pensano che tale collisione sia tanto naturale quanto casuale.
Ondjaki, E se Amanha o Medo.

 

Il 2022, una data molto vicina al lettore del 2016, è stato colpito da un terribile cataclisma ambientale che ha decimato gravemente la popolazione mondiale. I superstiti sono stati costretti a spostarsi nelle poche zone della terra ancora vivibili e si sono dovuti adattare a strette misure di sicurezza, al fine di poter rispondere adeguatamente a frequenti situazioni di emergenza.
copertina_finaleIl Segreto degli Annwyn, ambientato nel XXIII secolo, presenta al lettore un tempo probabilmente diverso da quello che ci si potrebbe immaginare nella meno negativa delle ipotesi. Forse deluderà le aspettative, d’altronde nello stesso modo in cui il XXI secolo deve aver deluso le aspettative delle generazioni precedenti, ma metterà il lettore davanti ad una cruda realtà: la distruzione della natura, un processo già in atto da molto tempo. Nel XXIII secolo molte cose sono cambiate e la tecnologia ha raggiunto livelli esorbitanti. Tuttavia, per molti altri aspetti l’umanità ha compiuto molti passi indietro: la natura ha subito danni irreversibili e molte specie viventi si sono estinte. Durante tutta la lettura del romanzo aleggia la macabra minaccia del disastro ambientale ed impera il monito del dover agire, subito, per cercare di arginare il cataclisma ormai prossimo; purtroppo non si tratta di finzione né di fantascienza.
Notevoli cambiamenti sono stati fatti in merito alla sfera politica e finanziaria del globo e il Potere Unificato è emerso come una sorta di partito unico (che mi ha ricordato i tratti del Grande Fratello di George Orwell), il quale si avvale del servizio per la sicurezza svolto dal corpo della Squadra Sperimentale. Se da una parte il Potere Unificato si è distinto per aver preso le redini del mondo in un momento di devastante confusione, dall’altra parte le sue decisioni hanno leso le basi della libertà dei suoi cittadini.

Le vicende del romanzo sembrano svolgersi seguendo cerchi concentrici, su cui si collocano molteplici personaggi e azioni parallele; essendo il centro occupato da un nucleo di tre protagonisti: il punto di partenza è ad Ascona, in Svizzera, dove vi sono Chrisa, suo fratello Joshua e il loro fedele amico irlandese Marius, il quale sembra aver sempre vissuto per mare e che, solo in un secondo momento, rivelerà la sua natura mitologica.
Fra Chrysa e Joshua, entrambi ventenni, c’è un amore incondizionato familiare condito con quell’ingrediente che solo fratelli e sorelle conoscono, un rapporto complice e perennamente puerile, ombreggiato però dalla morte prematura di entrambi i genitori, avvenuta pochi anni prima degli eventi qui narrati in circostanze oscure e mai chiarite.
Chrisa e Joshua, rimasti orfani, hanno deciso di vivere sulla barca di famiglia che la defunta madre aveva chiamato Avalon Mist, rievocando l’isola avvolta nella nebbi su cui re Artù fu trascinato dopo essere stato ferito in battaglia e dove, secondo alcune leggende, era stata fabbricata la sua spada.
Le vicende narrate nel libro si svolgono per mare, per terra e per aria, richiamando le parole che Claudine Giovannoni usa per presentarsi ai lettori:

«Avendo girato il mondo di terra, di mare e d’aria sempre alla ricerca di nuove emozioni e per conoscere nuove culture, mi piace definirmi “Una Cittadina del Mondo”».

Chrisa, sebbene nata da genitori mortali come suo fratello genetico, è un’Annwyn, ovvero fa parte di un gruppo di individui che l’autrice presenta con le seguenti parole:

«Questi “sognatori”, comunemente chiamati Annwyn, sono provvisti della stessa struttura molecolare umana nella finalità di proteggersi camuffando la loro presenza tra di noi, ma il potere della loro mente è incommensurabile.
Gli Annwyn iniziarono a giungere in gra numero sul pianeta Terra attorno alla fine del secondo millennio. Dapprima, a decorrere dal 1970, furono trattati come casi anomali […] Solo in un secondo momento, grazie alla scoperta di codici antichissimi si comprese il vero motivo della loro presenza sul pianeta: aiutare gli esseri umani a progredire spiritualmente e quindi salvarsi dall’imminente cataclisma planetario, predetto fin dall’antichità».

IMG_4204[1]Dunque, gli Annwyn sono dei sognatori che riescono ad andare oltre la realtà delle cose; essi sono in grado di viaggiare fuori dall’involucro corporeo in una dimensione metafisica nella fase di Rapid Eye Movement del loro sonno. Nella mitologia gallese Annwyn era il nome dato al regno dell’oltretomba; in alcune fonti mitologiche si legge che”[…] all’inizio non c’era nulla, solo Dio e l’Annwyn”, l’inizio dell’Universo.

In uno dei viaggi notturni, proprio quello che inaugura le vicende del libro, Chrisa inciampa (non casualmente) in un oggetto misterioso che raccoglie e che, successivamente e con l’aiuto di Marius, riesce a identificare come la Matrice Vibrazionale. Si tratta di uno strumento apparentemente inerte, ma che sembra possa essere messo in moto per rompere lo specchio della Proiezione e dissolvere il ciclo di nascita, morte e rinascita.
Una serie di eventi turba l’equilibrio iniziale. Un’indefinita minaccia, proveniente da non si sa bene dove, irrompe fra le pagine del libro e si ha la sensazione che per i protagonisti sia giunto il momento di fare qualcosa di estremamente importante. Intrigante e curiosa è la presenza di personaggi provenienti da altri mondi: Hator, che sembra esser stato legato a Chrisa sin da tante antecedenti vite, Lord Warden, un essere mitologico senza età con dei piani possibilmente malefici, Gwynn ap Nudd, ovvero il figlio bianco della notte, ed altri che qui non nominerò.
Così, minacciati da ciò che potrebbe mettere a repentaglio le proprie vita, Marius, Chrysa e Joshua volano in un’Irlanda ancora abbastanza simile a quella del passato (o del presente di noi lettori), conservatasi come protetta da un incantesimo, e si raccolgono attorno ad un luogo importante per la mitologia celtica, il monastero di Clonmacnoise.
Ben presto si attiva un triangolo energetico che collega Svizzera, Francia e Irlanda, in cui i riti pagani, le voci dell’antichità,forze ed energie sconosciute si uniranno per portare a termine un compito mistico e divino.
In realtà, il viaggio affrontato dai protagonisti è di tipo metafisico e procede nella  in direzione dell’assoluto

scuola di atene.gif

Particolare, La Scuola di Atene, Raffaello.

dell’essere, dell’infinito e dell’unità armonica. Si intrecciano in modo complesso le teorie filosofiche dell’essere e quelle religiose di matrice buddhista. “Come in basso, così in alto”, furono le parole di Ermete Trismegisto sulla tavola di smeraldo che, non casualmente, aveva lo stesso colore dominante della terra d’Irlanda.
Ha un ruolo rilevante la teoria fisica della meccanica quantistica, la quale dimostra che l’essere umano è un tutt’uno con l’universo: esiste una matrice (vibrazionale) che è il collante di tutto; la materia è vibrazione e la vibrazione è energia.
In effetti, la lettura del libro implica un esercizio mentale di comprensione, e in questo il lettore è molto vicino a Joshua, l’unico protagonista della triade completamente umano. Così come il giovane si ritrova a sfidare la sua facoltà mentale per poter seguire sua sorella in uno dei suoi viaggi notturni oltre la realtà, analogamente il lettore deve entrare nella giusta dimensione spirituale per poter seguire il viaggio dell’essere.

Il fulcro della questione orbita attorno uno dei più comuni temi nella letteratura: una volta compiuta la scissione (uomo/donna, male/bene, vita/morte e così via), la felicità e la pace sono svanite, perse nel mistero dell’essere. Così gli umani si affannano nella ricerca di qualcosa che non hanno (o che hanno perso), persino dominando e distruggendo per affermare il proprio io:

«C’era qualcosa di intrinseco, che si pensava fosse insito nel DNA degli umani: la presenza del diabolico! Da cui l’eterna lotta del bene contro il male! Lungo i secoli l’uomo progrediva per poi ricadere nel limbo della propria incoscienza, continuando ad errare e a generare orrore e distruzione attorno a sé».

Solo esseri superiori (Annwyn inclusi) riescono a cogliere il vero dono della vita umana, che é semplicemente l’estensione della natura stessa:

«Il nostro è un dono meraviglioso, Marius. Vedi qual é il nostro potere? Credo che ogni creatura abbia il suo posto in questo universo. Il problema subentra quando qualcuno mira all’egemonia ed al controllo sopra ogniforma vitale».

I protagonisti si affannano per cercare di sbrogliare gli enigmi in cui inciampano, dovendo trovare delle spiegazioni e fare delle scelte di capitale importanza. In tutto questo, a nulla serviranno gli sforzi dei membri della Squadra Sperimentale, che risulteranno essere tagliata fuori da questa specie di “dimensione magica”.

In verità, a mio avviso Il Segreto degli Annwyn lascia avvolte nel mistero molte questioni, fino alla fine. Però, se da un lato non vengono sciolti tutti i nodi delle vicende, dall’altro lato la narrazione fornisce gli indizi per una delle possibili chiavi di comprensione dell’esistenza.
Einstein dimostrò con una formula fisica che tutto è relativo, facendo sprofondare le certezze del mondo moderno nello sconforto. Tuttavia, gli esseri umani sono in grado di modificare le vibrazioni, ovvero le particelle subatomiche della materia (di cui essi stessi ne sono parte), sia con pensieri che con parole ed emozioni. Dunque, noi siamo fautori del nostro destino e nulla è dato al caso.

La scrittura del romanzo è molto fluida ma, nello stesso tempo, estremamente ricercata e attenta al dettaglio che potrebbe  suscitare nel lettore un’emozione. Si nota chiaramente che dietro la stesura del testo ci siano approfondite ricerche, sia in merito al materiale trattato (fra cui la mitologia e la filosofia), sia per la scelta delle parole e per la sintassi. Si mescolano elementi del fantasy con quelli del genere della favola, ma si rimane con i piedi per terra. Tuttavia, ho trovato che verso la fine del testo la scrittura cambi e si frammenti un po’ troppo con l’aumentare delle azioni parallele. Le sequenzedel racconto finiscono col coincidere con brevi capitoli che, per quanto descrittivi e per quanto aumentino il phatos della narrazione, talvolta si muovono talmente velocemente da frammentare il discorso.

Credo che spetti al lettore scoprire il segreto degli Annwyn, coloro che dovrebbero aiutare a far convogliare le vibrazioni del pianeta Terra nella giusta direzione. In fin dei conti, gli Annwyn sono fatti della stessa materia degli esseri umani ma, al contrario di questi ultimi, hanno una maggiore sensibilità e si concedono una maggiore libertà nel sognare.

 

 

Link: il blog del libro.

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10 thoughts on ““Il Segreto Degli Annwynn” di Claudine Giovannoni

  1. Reblogged this on The Annwyn Secret * Il Segreto degli Annwyn and commented:
    With great pleasure I’m sharing with you a nice review by Marianna Altamura: it’s so pleasant to realize that the message of the novel (although very cryptic) is enjoyable! The reader has captured with great insight and wisdom the fulcrum around which the story takes shape…
    Con molto piacere condivido con voi una bella recensione di Marianna Altamura: è così piacevole realizzare che il messaggio del romanzo (anche se molto criptico) è fruibile! La lettrice ha catturato con enorme perspicacia e saggezza il fulcro attorno al quale la storia prende forma…
    Enjoy the reading # buona lettura :-)claudine

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  2. Mi fa molto piacere che tu lo abbia apprezzato… hai colto ogni piccolo frammento, con sensibilità e sagacia! Spero che il romanzo possa permettere a molti altri di “realizzare” l’intrinseca ragione della nostra presenza… prima che sia troppo tardi! Grazie Marianna, serena settimana :-)claudine

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    • Sono io che ringrazio te, di cuore, per i motivi spiegati nell’articolo. Sono sicura di non aver colto proprio tutti i simboli ed i messaggi, ma i libri servono proprio a questo. Lo risfoglierò e son sicura che vi troverò altri simboli nascosti. Ti auguro una buona fortuna con il libro, spero che possa essere compreso (specie nel suo significato pratico e urgente) e decriptato da molti.
      Buona settimana! 🙂

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  3. Le tue recensioni sono talmente belle e particolari che vine voglia di comprarli tutti. Questo in particolare per quello che hai scritto.
    Mi ha incuriosito molto. Ho trovato altri libri dell’autrice ma non questo. Dove è possibile acquistarlo?

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    • Rimango sempre un po’ sorpresa quando qualcuno mi legge e prova interesse per i miei vaneggiamenti. In effetti, piuttosto che recensioni io scrivo lunghe interpretazioni libere, parole in libertà. Quindi ti ringrazio.
      In effetti, la reperibilità di questo libro non è proprio diretta per chi, come me, ama le scoperte nelle librerie e nei mercatini dell’usato. Qui ci sono le indicazioni per poter acquistare il libro , credo non sia ordinabile nelle librerie fuori dalla Svizzera, io ho contattato l’autrice tramite il modulo: https://annwynsecret.wordpress.com/how-to-buy-the-novel-come-ordinare-il-romanzo/ .

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      • I tuoi vaneggiamenti sono molto migliori di certe recensioni pretenziose.
        Si Ho già scritto col form. Sono in attesa di risposta. I libri più vecchi sono ordinabili con Amazon, come è prenotabile il prossimo libro, Tracce Poesie.

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  4. Pingback: Recensione di Marianna Altamura | Claudine Giovannoni

  5. Pingback: “The Annwyn’s Secret” by Claudine Giovannoni | Translature

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