“L’amante Giapponese” di Isabel Allende

l015724L’amante Giapponese di Isabel Allende è un romanzo ambientato nel 2013, ben strutturato e raffinato, che riesce a portare in superficie dei temi di grande interesse contemporaneo: storia, sessualità, immigrazione e società.
Le due protagoniste femminili sono legate in primis dai due punti geografici di partenza e di arrivo, rispettivamente l’Europa dell’est e gli USA, ma anche dall’esperienza dell’emigrazione e dalla ricerca inquieta dell’identità. La cronologia delle loro vite però è diversa e questo indebolisce il loro rapporto tanto che il ruolo della più anziana ad un certo punto prende il sopravvento e la più giovane diventa un’ascoltatrice, quasi uscendo dall’intreccio della storia e mettendosi dalla parte dei lettori.

Irina è una giovane ragazza, nata e cresciuta in una zona povera della Moldavia post-comunista e immigrata negli USA; è un personaggio che si toglie lentamente i veli per farsi conoscere ai lettori. Di lei è chiaro il presente: il romanzo si apre con la sua assunzione come assistente in una casa di riposo per anziani, Lark House. In verità, Irina nasconde una delicata storia di violenza che la costringe a cercare disperatamente una nuova identità al fine di rompere i legami opprimenti del passato, ma per riuscirci dovrà intraprendere un duro percorso che non sarà completamente srotolato nel libro. Tra l’altro, la storia del doloroso passato di Irina sarà svelato soltanto nella seconda parte del libro ma in modo contenuto, senza sviscerarne troppi dettagli e senza scendere nel patetico.

Lark House è una struttura peculiare per anziani, la maggior parte dei quali sono artisti, intellettuali e filosofi di altri tempi, tendenzialmente hippy; c’è un numero di personaggi divertenti e talvolta grotteschi, una vecchia generazione che si prepara per l’ultimo viaggio sulla terra. Irina si lega ben presto ad Alma Belasco, anzi, forse sarebbe il caso di dire che proprio quest’ultima la sceglie come destinataria della storia che dovrà condividere e custodire insieme al nipote Seth.
I due giovani si ritrovano fianco a fianco a spiare, con curiosità priva di malizia, i movimenti di questa donna che sembra aver sempre dovuto gestire due vite contemporaneamente. Benché ormai anziana, a volte sparisce dalla circolazione per poi ritornare un po’ più felice di prima e questo fa loro pensare che abbia un amante e che probabilmente si tratti della stessa persona di cui ella custodisce gelosamente una foto nella sua stanza.
Così si torna gradualmente indietro nel tempo e si ripercorrono le tappe della vita di Alma prima di Lark House, e la rivediamo come una taciturna bambina brutalmente strappata dalla sua terra, che diventerà un’adolescente inquieta e una donna complessa.
Alma, ancora bambina, è costretta a separarsi dalla famiglia ebrea ed a lasciare la Polonia durante le agitazioni delle guerre e il dilagare del nazismo per raggiungere l’altra parte del mondo dove viene ben accolta dall’altra parte della famiglia. Qui però trova un clima di tensione poiché gli Stati Uniti hanno già cominciato a percorrere l’ascesa a che li porterà ad essere una potenza mondiale. Quasi fin dalla narrazione dei primissimi racconti appare il figlio del giardiniere fidato dei Belasco di San Francisco, Ichimei, ovvero l’amante giapponese. Sin dall’inizio nasce un legame fra i due bambini che attende solo l’età matura per trasformarsi in un amore naturale e passionale. In adolescenza però i due si perdono di vista poiché Ichimei e la sua famiglia, insieme ad una schiera di famiglie nippoamericane, vengono deportati nei campi di concentramento americani creati per arginare la paura del Giappone in seguito all’attacco di Pearl Harbour del 1941. Al termine dell’esilio, nonostante Ichimei riporti le profonde ferite morali della reclusione e dell’ingiustizia sociale, l’amore dei due amanti sfocia in una perfetta armonia spirituale e sessuale, che permette loro di conoscersi e maturare fra scambi disinteressanti di piacere.
Tuttavia, Alma si rende presto conto che non potranno mai viversi alla luce del sole poiché le regole della società del tempo sono dure e impongono che i matrimoni si contraggano con individui della propria razza e dello stessa classe economica. Pertanto, fra mille ipocrisie e strutture sociali convenzionali, segue un’altra lunga separazione durante la quale Alma sposa il cugino Nathalien, col quale pure aveva un legame speciale benché lontano dall’amore. Anche Ichimei si ritaglia il proprio ruolo nella società e costruisce il suo nuovo nucleo familiare.

Nonostante tutto, i due amanti sono destinati sempre a ritrovarsi, poiché l’amore eterno che li unisce tende sempre a ricongiungere le due parti dell’unità perfetta. La storia della loro passione, oltre che con i racconti della memoria, si costruisce attraverso i frammenti delle lettere scritte da Ichimei ad Alma durante tutta la sua vita e che quest’ultima conserverà con estrema cura fino a lasciarli in eredità ai suoi giovani prediletti.
In tutto questo Seth si innamora di Irina e si presenta come l’uomo perfetto, protettivo e amorevole, complice e confidente, paziente e pronto ad aspettare che Irina si liberi dai fantasmi del passato per abbandonarsi serenamente nelle sue braccia.

Il libro di Allende si popola, come tutte le sue storie, di personaggi carnali che sembrano indossare un’aurea di immortalità e di spiriti che sono le estensioni dei vivi: vita e morte non sono altro che l’estensione l’una dell’altra e tendono a sovrapporsi.
Trovo che le storie d’amore di Allende non siano mai smielate e stucchevoli, poiché si parla sempre di amore assoluto e naturale, ovvero quel sentimento che riesce a legare indissolubilmente le anime degli umani e che supera qualsiasi ostacolo.

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Senza dubbio fra i temi fondamentali compare in primo posto quello dell’amore, seguito della memoria e del peso che questa trasporta. Poi c’è la Storia con i suoi fatti e misfatti, con i suoi protagonisti, oppressori e oppressi, con i suoi orrori e disegni diabolici. C’è anche il mostro gigante della Guerra che si aggira per il mondo e che le vecchie generazioni raccontano attraverso le proprie memorie e quelle degli altri, di coloro che non hanno fatto più ritorno dalle trincee o dai campi, oppure di coloro che hanno continuato a vivere disperatamente in un limbo.  Importantissima è anche la questione dei ruoli sociali degli individui, del problema della vecchiaia vista dalla società come un problema poiché vi fanno parte coloro che producono e consumano di meno, e non è un caso che il romanzo parta proprio dalla casa di riposo di Lark House.
Il lettore si adatta facilmente a quello che il romanzo lo indurrà gentilmente a fare, ovvero ascoltare la storia di Alma per accompagnarla nel suo ultimo viaggio terreno. Ed ecco che finalmente potrà vederla insieme al suo adorato Ichimei, uniti nel bacio dell’eternità che permetterà loro di essere liberi e felici per sempre.

No hay ningún secreto, Alma. Camino, eso es todo. Para si sobrevivir necesito muy poco, casi nada. ¡Ah, la liberdad! Me voy, pero siempre te llevo en el recuerdo.

Ichi

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12 thoughts on ““L’amante Giapponese” di Isabel Allende

  1. Pingback: “L’amante Giapponese” di Isabel Allende | l'eta' della innocenza

    • Adoro Allende, la sua ironia e schiettezza, il modo in cui ha reagito a certi fatti della sua vita, il suo romanticismo non “rosa”. Dietro questo romanzo c’era anche probabilmente la separazione dal marito dopo 27 anni di matrimonio, la fine di un lungo percorso e la speranza che l’amore continui anche dopo, ancora più forte e impetuoso di prima. Grazie per aver visitato questa pagina :).

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  2. tornata ai vecchi amori. Recensioni di libri, che trovo sempre perfetti.
    Anche in questo caso riesci a stimolare i tuoi lettori ada pprofondire la lettura di quasta scrittrice veramente speciale.

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  3. Pingback: L’amante Giapponese di Isabel Allende – NIPPON CENTER

  4. Lo sto leggendo adesso. Ho ritrovato la capacità affabulatoria della Allende, però, sarà per l’ambientazione moderna e statunitense, non mi pare di ritrovare l’atmosfera di “storia infinita” che avevo trovato nella Casa degli Spiriti. Insomma, bella storia ma non mi fa sognare come altri suoi libri, si avvicina di più al Gioco di Ripper. Ad ogni modo, lode e onore alla Allende che sa spaziare così.

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