L’uomo con la lanterna ha detto che Babbo Natale è morto

Premessa
Ripropongo e conservo su questo spazio personale la mia partecipazione all’ultimo Settimanale16 di quest’anno. Il tema era quello di scrivere una lettera a Babbo Natale e mi sono accorta di quanto io non sia più in grado di scriverne una. Un tempo mi sarei armata senza esitazione di fogli e pennarelli per farne una bella e colorata, invece mi sono ritrovata a non sapere davvero cosa scrivere perché mi venivano in mente solo richieste che dubito Babbo Natale avrebbe potuto accontentare. Poi ho pensato che sarebbe forse bastato scrivergli qualcosa senza fargli necessariamente alcuna richiesta, se non quella di leggere quello che mi è venuto in mente. In fondo la lettera non è altro che una composizione letteraria (e lo suggerisce pure il nome stesso), una creazione artistica, non per nulla i bambini si solito si divertono a decorarla con figure e colori. Data la difficoltà iniziale (a chi devo indirizzare la lettera? Cosa devo scrivere?), ho fatto un’associazione di idee e mi è saltato alla mente un passo di Nietzsche che ho ricalcato e scopiazzato, quello dell’uomo con la lanterna che affermava che Dio fosse morto, ucciso dall’umanità. E se Babbo Natale fosse pure morto? In fondo, potrebbe forse esistere per sempre? Naturalmente, più che al lato umano e alla raffigurazione fisica, ho pensato all’ideale di questo personaggio, all’aspetto fantastico, alla sua connessione con la sfera dell’infanzia nonché alla sua continuità e all’evoluzione in età adulta. Per alcuni il passare del tempo scandito ogni anno da un Natale diverso assume dei contorni malinconici, poiché ci si accorge di perdere sempre qualcosa, oppure ci si rende conto di avere nostalgia di qualcosa che c’era e che ha lasciato posto ad altro oppure ad un vuoto.
Ho pensato anche che Babbo Natale per alcuni non è mai esistito e che questo potrebbe avere delle conseguenze della formazione di tali individui. Forse bisognerebbe comunque provare a scrivergli una lettera, almeno per raccontare una storia, oppure per mandare un augurio a qualcuno.


***

Durante una mattina di dicembre un folle si lanciò con la sua auto dritto verso la strada del mercato cittadino, travolgendo le transenne di delimitazione dell’area pedonale, facendo un fracasso enorme e suscitando un gran panico fra la gente. Lo sportello dell’auto si aprì con furia e apparve un uomo col volto acceso dall’ira che gridava come un forsennato: “Cerco Babbo Natale! Cerco Babbo Natale! Dov’è? Ditemelo, ditemelo voi, che diamine di fine ha fatto?”.
E poiché là si trovavano proprio adulti che non credevano in Babbo Natale suscitò grandi risa. “È forse perduto?”, disse uno. “Si è smarrito come un bambino?”, fece un altro.
“Non se ne starà mica ben nascosto? Ha forse paura di noi? È emigrato? È andato a cercare lavoro all’estero? È naufragato nel mare? È rimasto sepolto sotto le macerie? È stato vittima di un attentato? È precipitato da un aereo?”, si moltiplicavano le domande dei presenti.
“Mi pare di averlo visto sulla prima pagina di un giornale, aveva il volto coperto di sangue”.
“Ho visto il suo volto paffuto sulla pubblicità della metro, vi si chiedevano pochi soldi per donare una coperta invernale per lui e per i suoi elfi”.

Nel frattempo la folla si faceva sempre più fitta, i venditori ambulanti arrivavano fin dall’altro lato della strada, lasciando incustodite le loro bancarelle e senza neppure preoccuparsene. I venditori extracomunitari si parlavano in una lingua franca perché alcuni di loro erano arrivati da poco in città e non riuscivano a capire perfettamente la lingua del posto, pertanto i più esperti cercavano di aiutarli come potevano. Avevano inteso dalle grida del folle che si trattava di un problema inerente alla giustizia, cosa che aveva richiamato all’istante la loro attenzione. Se di questo davvero si trattava si sarebbero messi affianco agli abitanti locali per qualsiasi cosa, erano già pronti a formare uno scudo umano perché l’unione fa la forza e avrebbero chiesto la riduzione della tassa di occupazione del suolo pubblico. Tuttavia, appena seppero che qualcuno cercava Babbo Natale rimasero a bocca aperta e per un po’ non dissero altro. Alcuni di loro non ne avevano mai sentito parlare ma, quando fu spiegato loro chi fosse costui, dissero che nei loro paesi avevano qualcuno di simile che portava doni a bambini e adulti, soltanto che lo chiamavano in modo diverso.

“Aspetta, qui c’è un folle che sta facendo baldoria in mezzo al mercato, pare niente di grave… riattacco e ti richiamo dopo”, così molti tagliarono a metà le conversazioni telefoniche. Quelli che invece smanettava su dispositivi mobili inviando messaggi istantanei a destra e a manca si fermarono ed alzarono lo sguardo per la prima volta dopo tanto tempo.

“Babbo Natale è morto! Babbo Natale resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatori, quali giochi sacri dovremo noi inventare?”, continuò il folle dell’auto.

“Ma come ti permetti? Assassino sarai tu!” si alzarono alcuni in coro, facendo gesti di disprezzo e minacciando di lanciare qualsiasi oggetto a portata di mano contro l’uomo che aveva cominciato questa sceneggiata senza senso.

“Ti stai rendendo ridicolo! Nessuno ha ucciso Babbo Natale, non è mai esistito! Svegliati. È un’invenzione del consumismo. Se vuoi continuare a credere in lui fallo pure, ma lascia che ognuno sia libero di fare quello che vuole. Tranquillizzati”, asserì con forza una donna con l’intento di calmare le acque.

“E pure se fosse, pure se qualcuno lo avesse ammazzato, non venire qui a farci la ramanzina, l’uomo uccide fin da tempi immemori”, proseguì qualcun altro.

“Se Babbo Natale fosse esistito mia figlia non sarebbe ammalata perché gli avevo chiesto di portarmi in dono la salute per me e per miei cari…”, ed un velo di tristezza scese sui volti degli ascoltatori, impotenti davanti alla tenera voce materna.

“Io ho chiesto che mio nonno ritornasse fra noi”, “Io gli ho chiesto che facesse cessare la povertà e le guerre”.

“Gente, chiedo scusa per l’indelicatezza, ma siamo seri, cosa volete che c’entri Babbo Natale con tutto questo?”

“Ma secondo voi potrebbe mai esistere un vecchio con la barba bianca in grado di assecondare le richieste di tutte le persone del mondo, dalle più semplici a quelle più irrealizzabili?”.

“Secondo me accontenta solo chi vuole lui, una cerchia ristretta, gli altri sono invisibili”.

“Ma basta, non fatene una questione di giustizia sennò non la finiamo più. Il mondo va così, ladri e assassini ci sono sempre stati e ci saranno sempre, a discapito delle povere vittime. Tornatevene a lavorare! Non ci possiamo fare nulla!”, sbraitò un individuo che doveva chiaramente aver perso la pazienza da qualche parte e si era sentito di richiamando quella lotta fra Bene e Male che era all’origine dell’universo.

“Ecco perché il mondo va a rotoli! Tutti noi abbiamo il dovere di fare qualcosa per cambiarlo e renderlo migliore!”, furono le parole dell’attivista di turno.

“Babbo Natale sono gli adulti!”, gridavano le voci di alcuni bambini da varie parti della strada, mentre una mamma tappava le orecchie ad una neonata in carrozzina per non rovinarle la sorpresa dei regali che l’attendevano sotto l’albero.

“Babbo Natale, fammi tornare giovane e sana!”, invocò un’anziana signora seduta sulla sedia a rotelle che veniva portata in giro da una badante di mezz’età.

“Babbo Natale se ci sei batti un colpo!”, gridò la gitana che rivelava il futuro ai curiosi che si fermavano nella sua tenda, e aggiunse che chi voleva ascoltare cosa avesse da dire Babbo, qualora fosse in mezzo a loro, poteva accomodarsi vicino a lei e passarle una banconota nella mano.

Un bambino appena in età scolare disse che Babbo Natale non esisteva e lo sapeva già da qualche mese poiché lo aveva letto su internet quando aveva cominciato a navigare in rete usando il tablet che proprio lui gli aveva regalato l’anno precedente.

Sempre più gente si ritrovò raggruppata a parlare in piazza, tanto che sembrò di trovarsi al centro di un comizio animato per le elezioni cittadine, oppure in mezzo al passeggio cittadino in un giorno di festa, come ai vecchi tempi.

C’era pure chi reclamava con forza che Babbo Natale era vivo e vegeto. Per alcuni era addirittura immortale, dunque non c’era sospetto che avesse tirato le cuoia; per altri “Babbo Natale” era un ruolo che si tramandava di generazione in generazione, cosa che assicurava un ricambio costante. Un uomo disse che lo voleva vestito di verde come la vera tradizione, di corporatura robusta e con i lineamenti nordici, e aggiunse gli serviva un lavoro e certamente avrebbe trovato con l’arrivo del nuovo anno. Una donna disse che Babbo Natale era turco e arrivava puntualmente ogni anno dal mare da oriente carico di doni, tuttavia quest’anno non sarebbe passato da quelle parti perché si era fermato ad Aleppo.
Ad ogni modo una cosa era certa, che fosse esistente o inesistente, vivo o morto, nessuno si domandò chi fosse Babbo Natale, lo conoscevano tutti. Alcuni credevano in lui per una fede quasi religiosa, come se fosse un dio; altri, pur negandone l’esistenza, non rinunciavano ad immaginarselo, a raffigurarselo nella mente secondo le proprie fantasie. Oppure, in altri casi, lo si cercava nella folla, fra le pagine dei libri, sugli schermi o sulle locandine pubblicitarie, nei corridoi di un ospizio, nelle linee dei fusti d’albero, fra le scanalature delle rocce, fra i contorni delle nuvole in movimento. Alcuni si sentirono colpevoli di averlo ammazzato pur non avendolo fatto.

Nel grande trambusto della piazza nessuno si era accorto che l’uomo che aveva sollevato il tumulto era scomparso nel nulla assieme alla sua auto, quasi magicamente, senza aggiungere altro dopo la rivelazione fatta circa l’ipotetica morte di Babbo Natale. Nessuna traccia.
Nel frattempo, qualcuno doveva aver fatto una chiamata alle autorità di sicurezza locali perché ad un certo punto arrivò un’auto blu da cui saltò fuori una specie di poliziotto che si trovò davanti ad una piazza impazzita, gremita di gente raccolta in gruppi. Frastornato dalla confusione e non riuscendo a localizzare il focolaio delle discussioni, decise di fermare qualcuno per chiedere cosa stesse accadendo. Rivolse la sua domanda ad un vecchietto che doveva essere stato certamente uno dei testimoni e che si stava allontanando dalla piazza con tranquillità, camminando lentamente e reggendosi al suo bastone.
Non appena interrogato, quest’ultimo rispose che un giovane perditempo era piombato sulla piazza per dire che Babbo Natale era morto, come se fosse una novità. Babbo Natale era morto ormai da tempo portandosi dietro l’immaginazione, la memoria, il desiderio, lo stupore, l’innocenza, l’attesa e la speranza. D’altronde che altro non era ancora il Natale se non il suo sepolcro?

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3 thoughts on “L’uomo con la lanterna ha detto che Babbo Natale è morto

  1. ti è venuta bene la letterina di babbo Natale. Che sia morto o sia in vito di questi tempi interessa poco, a parte a qualche ipocrita.
    E’ un modo antico che fare bilanci e proporsi degli obiettivi futuri.
    Buon Anno

    Liked by 1 person

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