Lettori per strada: Oxford

Ricordo che quando visitai la cittadina inglese di Oxford per la prima volta mi sembrò enorme, elegante, affascinante, piena di vitalità; forse mi sarebbe piaciuto viverci, magari anche solo per un po’.

Ma da allora è passato tanto tempo, più di un decennio. Quando vi sono ritornata in tempi molto più recenti, non per un viaggio di piacere, mi è sembrata molto più piccola di quanto ricordassi, coperta da una nube grigiastra, e ho avuto la sensazione che quasi tutta la vita cittadina fosse concentrata attorno all’antico e affermato centro accademico. A parte questo, quasi nient’altro che mi abbia colpito. Persino quello che chiamano il Castello mi ha dato l’impressione di essere poco più che una  fortezza non ben amalgamata con l’ambiente circostante.
Ma sono sicura che non sia così. Sono certa che le sensazioni, le percezioni e le esperienze guidino il nostro modo di vedere e conoscere le cose, le persone, i frammenti del mondo. Sono certa che quella nube grigiastra sia venuta fuori da me, almeno in parte. Forse è anche colpa del fatto che io non veda né osservi più le cose e le persone con il filtro dell’essere “straniera”, non perché non lo sia più in questo paese ma perché lo sono in modo diverso rispetto a come lo ero prima.

Di certo Oxford rimane una delle piacevoli tappe per i lettori, un luogo da visitare. Qui i libri e le librerie abbondano. Vale la pena passare dalla Blackwell, forse il negozio di libri più grande del posto (ma non ne sono sicura), per perdersi fra scaffali, titoli e volumi di vario tipo.
Tuttavia, camminando per una delle vie principali piene di negozi  con le solite insegne, mi sono infilata in una stradina e ho trovato una piccola libreria indipendente, piena di carte e nastrini colorati, fiori, profumi e suppellettili. Lo spazio è abbastanza limitato, vi si trovano non molti libri nuovi ma c’è una discreta selezione dell’usato, soprattutto di antiche o rare edizioni, pezzi da collezione, alcuni tenuti meglio di altri e accuratamente incellofanati. Si vendono persino cartoline da usare come segnalibro ad un modico prezzo, nuove o vecchie. Nel secondo caso queste avranno il timbro di una data del passato e vi si leggeranno messaggi altrui, poiché saranno state inviate da e per luoghi lontani nello spazio e nel tempo. Ne ho prese in mano alcune e ho letto quello che vi era scritto sopra, ho fatto finta che qualcuno le avesse inviate a me, quasi appropriandomi di un frammento della vita di qualcun altro. È possibile che su una di queste io abbia letto una frase, qualcosa che sembra essere stata presa in prestito da un libro di Tabucchi. Non c’era nessuna firma, nessun nome, solo una lettera, forse un’iniziale.

Saluti.
Stremati dalla fatica, non sappiamo dove andare, 
estranei nelle nostre città.

A presto. A.

È possibile che io abbia letto questa frase, oppure che l’abbia appena immaginata.

 

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3 thoughts on “Lettori per strada: Oxford

  1. Pingback: O LADO ESCURO DA LUA

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