Dall’archivio di Circolo16: “È un peccato leggere o non leggere?”

…perché sarebbe un peccato lasciare dei vecchi articoli senza nome.

Dall’archivio di Circolo16, 3 Settembre 2016, quasi un anno fa.

 

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#LeggereApreLePorteAlMondo 

Ho immaginato un dialogo con un non lettore/una non-lettrice. Di solito evito di parlare di libri con i non-lettori, temo di annoiarli sapendo che la lettura non è un argomento di interesse comune. Non è mia intenzione forzare nessuno a leggere, poiché penso che l’atto del convincere qualcuno a fare qualcosa sia comunque una forma di potere.
Includo questo articolo nel gioco lanciato da Silvia e Nadia, riproposto dal Settimanale16; arrivo con un giorno di ritardo rispetto alla data di scadenza del 2 settembre, ma non sarà mica un peccato?

Quali sono i 3 motivi che ti spingono a leggere?

Non lo so, per me è una cosa naturale. Per me la lettura è una forma di conoscenza, una forma di percezione del mondo, una forma di educazione. Potrei provare a consigliarti tre motivi che potrebbero spingerti delicatamente a leggere…

1. Se sei un pendolare che viaggia su mezzi pubblici potresti seriamente prendere in considerazione di abbracciare l’abitudine della lettura, perché è una di quelle cose utili per evitare lo spreco di tempo non produttivo. Non c’è nulla di male se preferisci riposarti, ma prova comunque a portarare con te un libro in prosa o in versi e a leggerne un frammento prima di addormentarti.

2. In linea di massima, chedo che si debba leggere per il piacere di farlo e non per dovere, ma questo solo perché per me non è mai stato un dovere, tranne quando mi hanno costretto a leggere certi libri. Se non vuoi leggere non farlo. Tuttavia, se cominciassi a leggere probabilmente ti accorgeresti che la letteratura è una forma d’arte, potrebbe darti la strana impressione di vivere più vite (o una vita più lunga e più ricca di storie), di vedere con gli occhi degli altri, di provare dei sentimenti che non ti sarebbero arrivati in altro modo, di non percepire mai la totale solitudine finché ci saranno libri attorno a te.
Leggere quello che scrivono gli altri ti darà accesso a tante porte e prospettive, riuscirai forse a vedere da diverse angolazioni. Non potresti fare lo stesso attraverso il pensiero dominante o il pensiero al potere, eppure pensa che le cose potrebbero essere diverse da come si raffigurano e da come si vogliono far credere che siano.  E se esistessero molteplici realtà, una miriade di storie raccontate da voci e lingue diverse? La letteratura è il dubbio alla certezza, la resistenza all’erosione, l’organizzazione e la disorganizzazione delle culture umane. Mi è capitato di sentir dire da AntonioTabucchi che la letteratura è politeista… Chi è Tabucchi? Non lo conosci? Hai ragione, credo che io debba evitare di fa riferimento a scrittori e libri che tu non hai mai letto e che forse non leggerai mai.

3. Hai davvero la certezza di non leggere? Eppure, io credo che tu lo faccia continuamente e senza accorgertene. Leggi le insegne dei negozi, le istruzioni di un nuovo aggeggio elettronico, i messaggi ricevuti sul cellulare o nella casella della posta elettronica, i cartelli pubblicitare e qualche titolo sulle prime pagine di quei giornali sparsi in giro per il paese. Lo so che questa non è letteratura e che leggere un libro è tutta un’altra questione, ma lo sai cosa succede ogni volta che leggi dei piccoli frammenti? Ne ricavi delle informazioni: riesci a identificare un luogo, fornisci indicazioni per permettere a qualcuno di raggiungerti, trovi la via giusta, ti mantieni in continuo aggiornamento con la realtà e con il mondo in cui vivi. Ora, pensa cosa succederebbe se leggessi una specie di “raccolta sensata di frammenti” e se leggessi un libro intero, e poi unaltro e ancora un altro…! Ricaveresti una miriade di informazioni, alcune utili ed altre inutili.

Quali sono i 3 libri che consiglieresti a chi non legge?

Non sono un’esperta nel consigliare dei libri ad altri, soprattutto mi darebbe fastidio consigliare dei libri a te che non leggi, perché so che sminuiresti cose che per me sono importanti.
Inoltre, so che per qualche motivo i non-lettori sono spesso intimoriti dai libri voluminosi che occupano troppo spazio, pertanto ti consiglierei di starne alla larga, almeno per il momento. Se proprio insisti, potrei azzardare a darti dei consigli letterari e sceglierei tre categorie diverse, per precauzione. Potrei includere un libro di poesie ma non lo faccio se non conosco la tua “anima” letteraria.

1. Un libro della letteratura italiana: Come Viaggiare con un Salmone di Umberto Eco, in modo da cominciare a pronunciare il nome dello scrittore con una certa consapevolezza. Si tratta di una raccolta di articoli pubblicati dopo la morte dell’autore che si leggono con flessibilità e che, sebbene non ti permetteranno di conoscere a fondo la scrittura di Eco, potrebbero divertirti e darti qualche dritta. Non tutti gli articoli sono inediti ma, dal monento che non hai letto molto fino ad ora, non ci farai certamente caso.

2. Un libro di letteratura internazionale: Miramar, dello scrittore egiziano Naguib Mahfouz, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1988. Te lo consiglio perché in poche pagine si svela tutta la trama del romanzo. Non dovrai aspettare molto per sapere di cosa si tratta: la stessa identica storia sarà raccontata più volte, narrata e rinarrata attraverso le voci di alcuni dei personaggi. Quante storie ci sono in una storia?

3. Un libro di letteratura fantastica: Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, perché i libri non hanno età. Procurati pure una versione diversa dall’originale, scegli pure uno di quei coloratissimi libri che si trovano nella sezione della letteratura per l’infanzia, leggi fra le semplici righe e rifletti. Se dovessi averne la possibilità, prova a leggerlo ai bambini e, magari, prova a farti spiegare da loro la storia.

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
– “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
– “Dove vuoi andare?”
– “Non lo so”, rispose Alice.
– “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”.

Quali sono le 3 azioni che identifichi con il peccato?

Non credo tu ti riferisca a peccati capitali né a questioni serie e legali. Dunque, rimanendo in ambito letterario…
1. È un peccato non acquistare libri, non prenderne in prestito, non farseli regalare e non regalarne.
2. È un peccato terribile non restituire un libro ricevuto in prestito da qualcuno.
3. È un peccato non conoscere e non concedersi il piacere della lettura.

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