Reading Challenge #RCR2017- ITA

Arrivo con netto ritardo, benché  l’articolo della “sfida” sia stata aperta a buon senso all’inizio dell’anno in corso. In verità, ricordo di aver letto l’articolo fresco di pubblicazione, ma la frenesia dei giorni e il tempo che passa troppo velocemente mi ha fatto andare oltre. È anche vero che per natura non sono incline alle varie versioni di book challenge o reading challenge, essendo le mie letture guidate da gusti personali, ispirazioni del momento, stati d’animo correnti, collegamenti consequenziali e fili conduttori invisibili. Tuttavia, essendo quasi giunti a fine anno, forse questo potrebbe essere il momento giusto per fare un piccolo resoconto e ho pensato di avere dei libri da inserire nelle categorie selezionate.
La Reading Challenge 2017 arriva da un blog “a più mani” che apprezzo molto per la qualità degli articoli, per la varietà di questi e perché vi si trovano spunti e suggerimenti interessanti: ParlaDellaRussia.
Ho lasciato alcuni spazi vuoti, sono quasi sicura di non riuscire a riempire le categorie mancanti entro la fine dell’anno, perché ho una pila pronta e anche perché non sono una lettrice lesta, al contrario. Non amo leggere in tutta velocità, preferisco fermarmi sulle parole, annotare le frasi su un foglio di carta che andrà smarrito da qualche parte, tornare indietro, abbandonare per poi riprendere, interpretare, tradurre un frammento e poi forse, se c’è abbastanza tempo, mettere per iscritto le mie impressioni. Insomma, ho una lettura molto riflessiva e che, per di più, si deve adattare allo spazio e al tempo disponibile, senza dubbio tendo a preferire la qualità (che determino io, ovviamente) sulla quantità.
Alcuni dei titoli menzionati non sono stati pubblicati in italiano, almeno non ancora, ma potrebbero essere dei suggerimenti per chi, come me, viaggia fra le lingue e le storie del mondo.

  1. Un libro di una scrittrice afroamericana #afroamericana
    Ahimè, quest’anno non ho nomi nella lista (ancora no), ma ho letto parecchie poesie sparse di Maya Angelou, forse non contano come un libro. Qui ce ne sono un paio.
  2. Un libro dedicato a un luogo particolare #libroconvista
    Tiro in ballo un libro di cui ho da poco messo nero su bianco le mie impressioni e direi che Bom Dia Camaradas (o Buongiorno Compagni) di Ondjaki offre una bellissima e nostalgica vista sulla capitale angolana degli anni ottanta.
  3. Una biografia o un’autobiografia #libromylife
    Non sono un’amante di questa categoria e credo di non averne letto nessuno che possa propriamente farne parte. Di questo genere fanno eccezione alcune opere di Ngugi Wa Thiong’o, che apprezzo particolarmente, ma di lui non ho letto ancora nulla dall’inizio di quest’anno e ho in programma Grain of Wheat per dicembre. Nel frattempo, la rilettura di O Livro do Desassego (o Il Libro dell’Inquietudine) potrebbe forse avvicinarsi alla categoria in questione, se non altro almeno in parte. Nonostante non sia propriamente una completa autobiografia, credo che pochi scrittori si siano realmente “denudati” a tal punto come ha fatto Fernando Pessoa.
  4. Un libro scritto da un premio Nobel per la letteratura di cui non si è mai letto nulla #nobelmaifilato
    Lascio uno spazio vuoto, non mi viene nemmeno in mente nessuno.
  5. Un libro ambientato nel profondo nord #librauroraboreale
    Il solo pensiero mi provoca un brivido di freddo e mi rendo conto che la mia attrazione tende per natura ad andare verso sud, persino molto a sud. Però, credo sia giunto il momento di rimediare e cercare qualcosa che mi porti a nord, anche se so che finirò per tornare comunque al sud. Suggerimenti a riguardo saranno ben accolti.
  6. Un libro ormai dimenticato da tutti, ma bello #oldiebutgoldie
    Anna Karenina di Lev Tolstoy, anche se non credo si tratti di un titolo propriamente dimenticato, piuttosto la sua lettura non mi risulta sia così tanto popolare (e, aggiungerei, nemmeno così semplice). Per me questa è stata una lettura cominciata nel 2016 e terminata quest’anno, ma confesso di aver fatto a tratti un po’ di fatica. Credo possa essere uno di quei libri che finisce spesso con l’essere conosciuto da tutti, per il nome, ma letto da pochi.
  7. Un #librobalcanico per autore/autrice o ambientazione
    Nessuno, ma credo che mi fionderò alla ricerca di qualcosa poiché mi rammarico della mia profonda ignoranza letteraria in relazione a quest’area geografica.
  8. Un libro di culto #librocult
    Lolita di Vladimir Nabokov, finalmente letto, dopo aver visto e rivisto il film nell’arco di svariati anni e dopo averne posticipato la lettura per non so bene quale motivo. Qui si riesce a narrare lo stato patologico del protagonista in uno stile sobrio e raffinato. Ci tenevo particolarmente a leggere il libro prima di passare a Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, ma questo è un obiettivo futuro.
  9. Un #librofemminista (non è una nemesi suvvia)
    Black Milk, on Motherhood and Writing di Elif Shafak, anche questo cominciato nel 2016 e interrotto per poi essere ripreso in un secondo momento, perché ad un certo punto ho trovato si stesse dilungato più di quanto avrei desiderato. È una scrittura che in parte riprende lo stile di un saggio, in altri punti diventa più narrativa, fittizia e divertente; porta a galla la questione dei molteplici ruoli della donna che, non necessariamente cambiati in tutti i luoghi del mondo e nel corso dei secoli, mantiene complessità, difficoltà e contraddizioni. Elif analizza la propria condizione di donna/madre riuscendo a contestualizzare adeguatamente e stabilendo connessioni con altre storie di donne della storia e dell’arte, parlando di successi e di rinunce, e a riguardo fornisce ottimi spunti.
    In italiano questo libro lo si trova sotto un titolo che mi fa storcere un po’ il naso, Latte Nero, Storia di una madre che non si sente abbastanza, che poi proprio così  a mio avviso non è; ma perché poi non lasciare le parole maternità e scrittura insieme? Secondo me il binomio sarebbe stato molto più azzeccato.
  10. Un libro di racconti #libroracconti
    Ne ho più di uno in mente, ho letto anche dei racconti sfusi tratti da raccolte. Menziono un libricino che è stato un dono molto apprezzato da parte di Lucia Sallustio, il quarto volumetto della collana UndiciParole, A Forza di Essere Vento, che raccoglie racconti brevi liberamente ispirati a Fabrizio de André. Ecco qui il frammento tratto dal brano di un ingegnere, Stefano Mascella, che si è avvicinato non prematuramente alla scrittura:

    Che poi mi sarebbe bastata una barca a remi, mica le vostre reggie galleggianti, e con quella potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
    (Di essere più ubriaco di voi, 
    ispirato alla canzone “Amico Fragile”)

  11. Un libro distopico #librodistopico
    Il voluminoso romanzo dello scrittore curdo Ali Bakhtiyar, intitolato I stared at the Night of the City, purtroppo non ancora tradotto in italianoSi tratta di un romanzo-saga, costruito su strati, pieno zeppo di storie. Ci sono i politici che hanno in mano il potere e hanno dei folli progetti, come quello della costruzione della città più bella del mondo, e poi ci sono gli artisti, i poeti, i bambini nati dal potere dell’immaginazione, e tanti altri personaggi misteriosi che caricano un pesante passato. La linea fra realtà e immaginazione è così sottile che si spezza.

  12. Un libro da cui è stato tratto uno sceneggiato o una serie TV #librosceneggiato
    Questo spazio rimane vuoto, non seguo serie TV e sceneggiati, dopo Friends credo di aver abbandonato questo mondo, raramente vi faccio qualche incursione fugace.
  13. Un #saggio
    Il primo che mi viene in mente, l’ho appena terminato, è Il Debito, in cui Natale pace ci porta a conoscere Leonida Repaci, scrittore e poeta di Palmi, meridionalista, creatore del Premio Viareggio, la cui figura è stata per qualche motivo oscurata sul panorama della letteratura italiana.
    La generosità di Natale fa sì che lo si trovi gratuitamente disponibile e scaricabile online dal suo sito. Vale la pena leggerlo, è una bellissima scoperta tutta dal sapore italiano ed emergono tratti di storia del nostro paese che non possono essere ignorati.
  14. Un libro ambientato nella stagione o nel mese in corso #librodistagione
    Quello che ho cominciato a leggere il giorno in cui me ne stavo sdraiata sulla spiaggia di Punta Prosciutto, acquistato da Omar, venditore errante dei libri della casa editrice Modu ModuIl Segreto di Ninkinanka di Sokhna Benga, ambientato nel caldo e assolato Senegal. Si tratta di un libro che non mi ha convinta del tutto, la lettura non è stata accattivante, qualche punto basso nello stile e nel linguaggio, ma sto cercando di rielaborare, di interpretare, purtroppo senza avere accesso al lavoro in lingua originale.
  15. Un libro che ruota attorno a un quadro #libroquadro
    Mi permetto di modificare leggermente il tag nella forma plurale #libroquadri, perché non posso fare a meno di menzionare Let’s Bake ART – A tavola con i grandi artisti, deliziosamente scritto e curato da Mariapia Bruno, una giovane siciliana, giornalista di arte e cultura, ha lavorato presso Il Messaggero. È una raccolta di ricette, alcune rivisitate e personalizzate dall’autrice, altre ricevute in dono da artisti contemporanei. Ogni ricetta corrisponde ad un artista e ad un’opera d’arte, devo necessariamente ritagliarmi del tempo per scrivere qualcosa in più a riguardo.
  16. Un libro che può essere letto nel tempo necessario a fare un pediluvio #libropediluvio
    Senza dubbio The Topless Tower (in originale La Torre Sin Fin) di Silvina Ocampo, un libro così piccino che non riesco a trovarlo sullo scaffale della libreria, dev’essere scivolato da qualche parte. I pezzi di recensioni lette qua e là  mi avevano dato aspettative troppo alte poiché era stato paragonato a Alice nel Paese delle Meraviglie. Un bambino di nome Leandro entra in un quadro e si ritrova imprigionato in una torre altissima, dovrà sperimentare e disegnare su una tela bianca per trovare la via d’uscita. Ad un certo punto Alice fa davvero la sua comparsa e il libro giunge al termine.
  17. Un libro di autore/autrice dell’#avanguardiasovietica
    Lascio un altro spazio vuoto.
  18. Un libro vincitore del #premioandersen
    …. accipicchia, uno spazio vuoto ancora!
  19. Un #librosudamericano per autore/autrice o ambientazione
    The Seamstress and the Wind (o La Costurera y el Viento) dello scrittore argentino César Aira, non riesco a trovarne la traduzione in italiano. Il narratore si trova a Parigi e inaugura il racconto di un lungo flash back: un bambino scompare dal villaggio e sua madre, sarta di professione, si fionda a bordo di un taxi per inseguire un camion, e intanto l’abito da sposa che stava confezionando vola via. Ci si avventura così fin nell’interno della pianura brulla della Patagonia e il Vento arriverà in soccorso della donna e le parlerà come un amante.
  20. Un libro scritto da autrice/autore africano #libroafricanera
    Qui naturalmente la mia lista si infittisce ma voglio sceglierne uno fra tutti, ovvero quello che mi ha completamente rapita fin dalla prima pagina, quello che mi ha fatto scoprire il potere artistico di Paulina Chiziane: O Alegre Canto da Perdiz (o L’Allegro Canto della Pernice). Il libro arriva dal Mozambico, è impregnato di umanità, sanguina in varie parti, racconta di una terra violata dalla colonizzazione e dal potere, emergono soprattutto le voci delle donne, la loro forza capace di creare e nutrire. Anche qui penso che dovrò dedicare una recensione accurata.Direi di non essermela cavata troppo male in questa sfida, pur senza preparazione. Incoraggio i lettori qui di passaggio a partecipare, specie quelli che sono come me e che puntualmente falliscono nell’impresa di prendere nota dei libri letti nell’arco di un anno. Io ho deciso liberamente di dare il mio contributo alla challenge di lettura in modalità “compilazione lista”, ma ecco il Regolamento Completo della RCR2017.  e la lista delle categorie.Per ulteriori letture, ecco la lista dei libri di ParlaDellaRussia. 

    Reading Challenge 2017

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