Translature- Chi Sono

Sono una lettrice, da sempre.

Leggo, penso, scrivo, rifletto. Non faccio questo per lavoro, bensì per necessità.

Non concepisco la letteratura -e l’arte, in generale- appena come svago, bensì come arma potente per il miglioramento della sensibilità umana, per abbattere le frontiere dell’ignoranza, per la comprensione e il rispetto dell’altro.

Inizialmente ho aperto questo blog per raccogliere gli appunti e le ricerche fatte nell’ambito delle letterature e delle teorie post-coloniali; poi ho deciso di creare delle categorie per poter includere un numero maggiore di argomenti letterari.

Leggo in più lingue, scrivo quasi sempre in italiano ma ho mantenuto due piccole sezioni per lasciare un po’ di spazio ai viaggi linguistici nelle terre in cui si parla inglese e portoghese.

Negli anni di vita di questo blog ho scoperto la potenza dei media nella diffusione della cultura, l’importanza della conoscenza, della condivisione e del dialogo.

Marianna A.

Contatti


Email:
infotranslature@gmail.com

Instagram: @translature_bookshots

Twitter: @InfoTranslature

Goodreads

«… si vantino gli altri delle pagine che hanno scritto; quanto a me, m’inorgogliscono le pagine che ho letto. La mia lettura è molto più importante della mia scrittura».
J. L. Borges, Una vita di Poesia.

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11 thoughts on “Translature- Chi Sono

  1. sto tentando di raccogliere pareri su come un testo quale che sia, ma di pura invenzione creativa, possa in qualche modo porsi di fronte allo “stato delle cose presenti” e cioè come può l’autore di questo testo tramite lo stesso porsi di fronte “allo stato delle cose presenti”?

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    • Se la realtà è relativa tutto quello che vediamo e sentiamo è una proiezione, una parte del reale. L’essere umano è una parte del reale e produce, fra le altre cose, l’arte. Un testo di invenzione creativa è prodotto dalla mente dell’uomo, quindi è una proiezione della realtà, forse non visibile a tutti e forse non visibile allo stesso modo da tutti.

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  2. Tradurre, sembra banale ricordarlo, ha parentela con “condurre al di là”.
    Nominando, in ultima istanza, l’oltre.
    In ogni traduzione è in questione un ‘oltre’ che non impariamo a nominare ma a guardare.
    Ti seguo con gratitudine.

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    • Concordo pienamente. Non è facile guardare e imparare a guardare l’oltre’, è un duro percorso. Grazie per seguire questo esperimento che ho chiamato Translature. Ho trovato il tuo blog molto interessante, l’ho cominciato a seguire con interesse. Buona serata.

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