Translature

Ho creato questo blog per raccogliere appunti, ricerche indipendenti e opinioni da lettrice. Sembra che all’inizio sentissi il bisogno di dargli un’identità e di dare spiegazioni. Di seguito ho lasciato l’introduzione originale perché è anch’essa parte di questo “percorso” letterario, ma credo che ora sia poco rilevante.

 

Translature nasce da un progetto intimo e personale, dalla voglia di creare uno strumento per poter dire ed esprimere qualcosa. Tuttavia, aspira ad estendersi oltre il confine del personale con l’auspicio di diventare una piattaforma di condivisione. Ho fatto e disfatto questo blog innumerevoli volte nel corso degli anni e sono sicura che verrà modificato ancora tante, tante volte. Esso rappresenta il cambiamento, l’evoluzione, l’instabilità, l’incertezza.

Translature fonde unità lessicali dai molteplici significati: radice di Traduzioni e terminazione di Letterature, poiché è dall’interesse di queste due discipline, prima di tutto, che esso prende forma. I due sostantivi di partenza sono al plurale, la scelta non è casuale: stanno ad indicare le traduzioni e le letterature del mondo, la pluralità di queste. Tempo fa, quando mi ero messa in testa di dover trovare un titolo al mio spazio virtuale ho pensato prima al contenuto e poi è comparso il titolo lettera per lettera. Inoltre, Trans-Atlantici furono i viaggi che portarono alla definizione del mondo colorato, del mondo contemporaneo. Ci si rese conto di non essere soli, si cominciò a definire un Oriente e un Occidente, un Sud e un Nord. 

Mi permetto di estrapolare alcune righe dall’introduzione di Jeremy Munday nel suo lavoro intitolato Introducing Translation Studies, a proposito di studi sulla traduzione, dal momento che mi pare riassumano in poche righe l’essenza  di quello che questa rubrica virtuale vorrebbe fare:

“Translation studies is the academic discipline related to the study of the theory and phenomena of translation. By its nature it is multilingual and also interdisciplinary, encompassing any language combination, various branches of linguistics, comparative literature, communication studies philosophy and a range of types of cultural studies including postcolonialism and postmodernism as well as sociology and historiography”.

TRANSLATION…  MULTILINGUAL… LINGUISTICS… LITERATURE… PHILOSOPHY… POSTCOLONIALISM…

Questo riferimento mi risparmia molte spiegazioni in merito alla nascita di Translature e si esprime meglio di quanto possa farlo io stessa, dilungandomi con parole superflue. Sono per natura dispersiva, utilizzerei tanti giri di parole per non arrivare comunque ad esprimere davvero il centro della questione. Detto ciò, sarebbe pretenzioso, ovvio, suggerire che le notioni prima citate possano essere qui trattate, analizzate e approfondite; tuttavia Translature vorrebbe essere una briciola di tutto ciò, un tentativouna piattaforma di ricerca ed espressione personale.

Translature è uno spazio virtuale gestito da una persona reale, è un’esercitazione, uno spazio di raccolta di riflessioni su studi, su letture vecchie e nuove, su recenti scoperte e su riesumazione di vecchie scoperte, nonché su fatti di letteratura e di vita contemporanea.

È possibile vivere di letteratura, di pensieri, di libri e di riflessioni? Pare di no. Tuttavia la vita senza questo sarebbe insignificante, a mio avviso.

 

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11 thoughts on “Translature

  1. sto tentando di raccogliere pareri su come un testo quale che sia, ma di pura invenzione creativa, possa in qualche modo porsi di fronte allo “stato delle cose presenti” e cioè come può l’autore di questo testo tramite lo stesso porsi di fronte “allo stato delle cose presenti”?

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    • Se la realtà è relativa tutto quello che vediamo e sentiamo è una proiezione, una parte del reale. L’essere umano è una parte del reale e produce, fra le altre cose, l’arte. Un testo di invenzione creativa è prodotto dalla mente dell’uomo, quindi è una proiezione della realtà, forse non visibile a tutti e forse non visibile allo stesso modo da tutti.

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  2. Tradurre, sembra banale ricordarlo, ha parentela con “condurre al di là”.
    Nominando, in ultima istanza, l’oltre.
    In ogni traduzione è in questione un ‘oltre’ che non impariamo a nominare ma a guardare.
    Ti seguo con gratitudine.

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    • Concordo pienamente. Non è facile guardare e imparare a guardare l’oltre’, è un duro percorso. Grazie per seguire questo esperimento che ho chiamato Translature. Ho trovato il tuo blog molto interessante, l’ho cominciato a seguire con interesse. Buona serata.

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