Ritorni o proseguimenti

Dovevo pur ricominciare da qualche parte, o semplicemente continuare a fare quello che stavo facendo. Pertanto ho deciso di prendere il tempo come riferimento, poiché è l’unico punto che riesco ad identificare. A fine dicembere del 2020 scrivevo il mio post più recente su questo blog che ormai, a giudicare dalla data, non posso più definire recente. Sapevo che non sarebbe stato l’ultimo post che avrei potuto scrivere, perchè prima o poi sarei ritornata fra le pagine virtuali. In passato mi capitava di scorrere fra le pagine del mio blog, andando a ripescare e rileggere qualche vecchio articolo collegato a un viaggio, un libro o un’esperienza, mi piaceva rivivere alcune sensazioni, altre meno, specie quelle che non erano scritte. Tuttavia, la rilettura di quello che ho scritto viaggia a periodi alterni. Al momento non ho il desiderio di rileggere nessuno dei vecchi post, forse immagino di non riconoscermi nella scrittura, di sentirmi a disagio per gli errori, di sentire la voce di un’altra me. Avevo pensato persino di cambiare lo stile del mio blog, modificarne il contenuto da un certo punto in poi; ma la verità è che sono sempre la stessa e il cambiamento forse non avrebbe senso. Leggo gli stessi tipi di libri, ricerco le stesse cose, ma a volte cambio rotta. Tuttavia, non amo fare le stesse cose per troppo tempo, quindi un tipo di cambiamento è necessario. Ho smesso persino di leggere gli altri, forse dovrei ricominciare, ma non so chi vi è rimasto.

Ricordo di aver scritto qui alcuni articoli con una certa costanza durante quella pandemia che aveva cambiato il mondo sotto tanti aspetti. Tuttavia, in fondo, molti di noi sapevano che non sarebbe cambiato niente. Ma abbiamo aspettato che qualcosa passasse per cambiare, per ritrovarci uguali o persino peggiorati, con del tempo fuggito. Abbiamo fatto finta di credere che ci saremmo svegliati in un mondo diverso, ma sapevamo che ci saremmo ritrovati soltanto con del tempo tramutato in sabbia che scivolava via nel vento.

Potrebbe essere passato un mese, un anno, due anni o persino molti di più. Ho percepito e capito che il tempo non è poi così lineare come lo lo descrivono o come lo si rappresenta, su una immaginaria linea retta o attraverso scorrere delle pagine di un’agenda. Quando quest’ultima di esaurisce, ne si comincia una nuova. E invece il tempo della percezione funziona in modo diverso. Potrei essere in grado di trascorrere un giorno come se fosse una settimana, una settimana come se fosse fatta solo di un paio di ore, una pagina del tempo può essere troppo corta o interminabile. Almeno non il tempo della percezione, quello non è così lineare. Ho imparato ad aspettare cose che non sarebbero mai accadute, eppure continuare ad aspettarle. Poi, ho imparato a dimenticare e ad andare oltre, a cambiarmi d’abito per non rimanere intrappolata in qualcosa che doveva passare.

Ho sognato che stavo sognando che stavo facendo un sogno, ed il sogno nel sogno che stavo sognando sembrava talmente realistico che, quando ho aperto gli occhi destandomi dal sonno, ho sentito chiaramente il rumore di una porta che si apriva nel sogno. Ho capito che il cervello riesce a riprodurre perfettamente persino i rumori di una doppia immaginazione. Non mi sono alzata per vedere cosa stesse succedendo, mi ci è voluto appena un secondo per ricostruire i molteplici passaggi dell’immaginazione. Tuttavia, so che un giorno, non so quando, potrei forse non essere più in grado di farlo in modo tanto lucido.

Ad un certo punto ho pensato che, dato che non avevo più un blog da scrivere, avrei potuto dedicarmi ai miei abbozzi di racconti inconclusi. Il proposito di è decisamente rivelato un insuccesso, ho semplicemente abbozzato altri racconti, aumentando la lista e lasciandoli tutti inconclusi. Ho persino pensato di scrivere dei racconti sulla difficoltà della scrittura, ma mi sono persa in una folla di personaggi. Ho pensato che sarebbe stato più opportuno dedicare del tempo che avevo ma che non riuscivo a liberare dai pensieri che si affollavano. Pertanto mi sono concentrata sul lavoro, non per scelta bensì per necessità, e sono rimasta intrappolata nei rituali e nelle responsabilità, finendo col chiedermi se ne valesse la pena. Potrebbe anche non valerne, ma non c’era molta scelta. Ho imparato che le cose si possono rimandare per mesi, per anni, per una vita intera.

Ho imparato che il prossimo post potrebbe essere fra un’ora, un giorno, fra un anno o più, basta che ci sia il tempo. Tuttavia, il ritorno- o la continuazione- doveva essere proprio così, senza programmi e senza troppi pensieri. Doveva essere scritto di getto, senza revisioni né ripensamenti. Doveva essere oggi, ed ora.

2 Dicembre 2022, 1:22.

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7 responses to “Ritorni o proseguimenti”

  1. Come mi ritrovo in tutto quello che hai scritto, è pazzesco. Anche per me sono stati anni difficili con ripetute e prolungate assenze dal blog, e anch’io sono alle prese con una percezione del tempo nelle modalità che tu hai così bene espresso…. Nel leggerti ho come avvertito una sorta di sorellanza tra noi, anche se non ci conosciamo di persona e anche se le nostre esperienze personali saranno, senza dubbio, diverse. Però il tuo sentimento mi è giunto in modo forte, chiaro e intenso, non ho potuto fare a meno di specchiarmici dentro. Ti abbraccio con affettuosa simpatia e mi auguro di rileggerti presto.

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    • Cara Alessandra, che bello “ritrovarti”!! ieri stavo proprio pensando al tuo blog e ad altri blog che leggevo volentieri. Ora ritorno fra le tue pagine, ho l’intenzione di farlo. Sono sicura che le anime affini si ritrovino in qualche modo connesse in questa vita, la scrittura e le varie forme di espressione sono dei fili conduttori meravigliosi. E la cosa curiosa è proprio quella che hai scritto tu, ci si ritrova vicinissimi anche se si hanno vissuto esperienze diverse, anche quando proveniamo da aree geografiche e culturali opposte. Non ha importanza, si tratta proprio di una affinità elettiva o di spirito, non so manco come ben chiamarla. Ti abbraccio anche io con affetto e rimaniamo “connesse” :).

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  2. che bello ritrovarti tra queste pagine virtuali dopo un lungo silenzio. Il tempo è tiranno e a volte non basta mai. Le vicende delle nostre vite spesso ci impediscono di stare dietro una tastiera perché le priorità sono altre.

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