Voci dell’Alterità- Primo Levi 28 anni dopo

L’11 aprile del 1987 veniva trovato il corpo senza vita di Primo Levi nella sua casa di Torino, presunto suicidio determinato da una profonda depressione che lo affliggeva già da alcuni anni. Esattamente 28 anni fa Primo Levi moriva lasciando una pesante eredità di testimonianze, scritti e pensieri, dopo aver parlato di Storia, di atrocità e di umanità.

Chimico e umanista, scrittore e poeta, partigiano antifascista, rappresentante della minoranza ebrea, vittima di deportazione nel lager di Auschwitz, l’identità di Primo Levi è delineabile nella figura dell’Altro che il dominante teme come potenziale e pericolosa minaccia di quel concetto malato di formazione di uguaglianza, del livellamento del globale.

In linea con il contenuto principale che questo blog si è fin dai primi abbozzi prefisso, questo piccolo spazio oggi si dedica alla commemorazione dell’anniversario della morte di una delle voci di resistenza, di alterità che, visti i risultati, il potere dell’oppressione non è mai riuscito a mettere a tacere. La letteratura di Levi è senza dubbio una scrittura di resistenza, profondamente impregnata di umanità, giustizia, dignità e verità. Per certi versi è anche una letteratura ‘scomoda’, non piacevole, pesantemente storica.

A 28 anni dalla morte, la voce di Levi continua con ancora più forza a recitare i versi di incipit del suo romanzo più celebre a livello mondiale: Se Questo è un Uomo.
La voce di Levi non solo tiene viva la memoria della Shoah, uno dei più terribili disastri progettati dall’umanità che ha avuto luogo nel cuore dell’occidente, bensì richiama l’attenzione su tutte le forme di oppressione, distruzione, sugli stermini del passato e di quelli ancora purtroppo in corso.
Ritengo che certi versi e certi pezzi di opere si debbano leggere e rileggere di tanto in tanto per risvegliare gli animi dal torpore dell’indifferenza, della superficialità, per prendere coscienza della realtà. È sotto gli occhi di tutti (anche se non è facile guardare, nel senso vero e proprio della parola) che l’umanità non abbia imparato sostanzialmente nulla dal dolore del passato. La memoria a nulla giova se non accompagnata dalla consapevolezza piena della verità, la comprensione del passato, del presente e delle Storie. A volte (o spesso, in verità) si dice comunemente che la letteratura è una materia che non serve a nulla, poco pratica. Eppure proprio nella letteratura si trova la risposta e la soluzione di problemi terribili.
Primo Levi parla al presente, versi crudi che terminano minacciosamente:
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

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3 thoughts on “Voci dell’Alterità- Primo Levi 28 anni dopo

  1. Scrissi un articolo quando morì Primo Levi. Sul mio giornale: allora si poteva, ora non più. Scrissi un articolo su chi scampava al lager e di questo portava sulle spalle la colpa per tutta la vita.

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